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L’Europa e il fenomeno delle demenze

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L’Europa e il fenomeno delle demenze

Fonte: Sanità News
12 Gennaio 2012

Sono oltre 35 milioni le persone con demenza nel mondo e ci si aspetta che nei prossimi vent’anni tale numero raddoppierà o quasi, superando i 65 milioni.

Solo in Europa le demenze colpiscono 10 milioni di persone, e anche in questo caso il numero è destinato a crescere fino sfiorare i 14 milioni nel 2030 (World Alzheimer Report 2010).

Tra le principali demenze, l’Alzheimer colpisce nel mondo 25 milioni di persone (Alzheimer Association, 2011).

Attorno alla ricerca per la diagnosi precoce di demenze e malattie neurodegenerative, in particolare Alzheimer e Parkinson, si sono riuniti 49 Centri di provenienza internazionale, partner del nuovo progetto BiomarkApd, approvato nei mesi scorsi dalla Eu Joint Programme – Neurodegenerative Disease Research (Jpnd) con un finanziamento di circa 10 milioni di euro provenienti da vari enti dei paesi coinvolti.

Scopo dello studio è quello di mettere a punto un Protocollo comune per l’estrazione dei marcatori biologici, indicatori precoci delle malattie neurodegenerative, al fine di stabilire dei parametri condivisi di misurazione degli stessi, attraverso una comparazione tra le centinaia di campioni estrapolati nei diversi Centri, al fine di favorire una più efficace diagnosi della malattia.

Il progetto ha anche l’obiettivo di raccogliere in una bio-banca, con sede a Lussemburgo, centinaia di campioni (200 da pazienti con Mild Cognitive Impairement, ovvero disturbi cognitivi lievi, altrettanti da pazienti con Alzheimer e con Parkinson nonchè da anziani senza anomalie) per conservarli in una sede centralizzata al fine di testare i diversi marcatori.

Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia sono i paesi di provenienza dei Centri aderenti al consorzio.

Per l’Italia, tra gli Irccs coinvolti, il Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia, sostenuti per questo progetto con un finanziamento da parte del ministero della Salute di circa 500 mila euro.

Ancora attorno alle demenze, l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia è referente per l’Italia di uno studio multicentrico internazionale (europeo e canadese), “The GENetic Frontotemporal Dementia Initiative” (Genfi), finanziato all’interno del bando CoEN, Centri di Eccellenza sulla Neurodegenerazione, ed avviato a novembre, allo scopo di identificare marcatori precoci di demenza frontotemporale dovuta a mutazioni genetiche.

La ricerca consisterà nel raccogliere dati clinici biologici, di forme genetiche e di risonanza magnetica di famiglie con persone colpite da demenza frontotemporale, per seguire il decorso e la storia della malattia.