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La cucina di Venere nella dieta mediterranea

Congresso Soc. It. Andrologia
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La cucina di Venere nella dieta mediterranea

Nella storia dell’uomo si possono seguire le tracce di una ricerca costante di un qualche cosa che sia in grado di rendere più stabile e duraturo il fenomeno capriccioso dell’erezione.

A dispetto di quanto ci si aspetterebbe dopo la scoperta dell’efficacia sull’erezione degli inibitori della 5-fosfodiesterasi, uomini e donne sono sempre alla ricerca di cibi afrodisiaci e continua ad essere apprezzata a tale scopo la “cucina di Venere”.

Il termine Afrodisiaco, mutuato dalla dea dell’amore Afrodite, si riferisce a ciò che permette di accendere il desiderio, accrescere energie fisiche, esaltare i sensi ed aumentare l’intensità degli stimoli, ben di più della “semplice” stabilizzazione del fenomeno erettivo.

Nel corso della storia l’azione dei cibi afrodisiaci sulla funzione sessuale è stata collegata a varie peculiarità:

  • all’origine marina che rimanda all’origine della dea dell’amore
  • alla similitudine morfologica
  • al trasferimento dei poteri
  • alla irritazione e/o congestione
  • alla produzione di meteorismo
  • all’eccitazione olfattiva
  • all’effetto disinibente
  • all’effetto nutriente

Caratteristiche che ritroviamo nei cibi classici della dieta mediterranea, che potrebbe, in questo senso, essere definita “La Dieta dell’Amore”.

afrodisiaci

Infatti:

1) Nei nostri mari abbondano i crostacei, ma anche ostriche ed aragoste, piatti deliziosamente erotici.

2) La similitudine morfologica, cioè il ricordare attraverso la forma i genitali, la troviamo ad esempio nel sedano e nell’asparago.

3) Anche nel caso del trasferimento dei poteri, concetto ancestrale secondo il quale nutrirsi di parti del corpo di un animale trasferisce su chi se ne ciba le stesse caratteristiche di forza e vigore, non andiamo male: pene d’asino e testicoli di toro sono reperibili abbastanza facilmente e numerose ricette antiche ne magnificano le proprietà virilizzanti.

4) Se passiamo alle sostanze irritative e congestizie, un posto speciale lo meritano aglio e peperoncino, assai comuni nella cucina mediterranea.

5) Poiché nell’antichità si pensava che erezione ed eiaculazione avvenissero per effetto di un soffio, di una “ventosità”, ecco spiegato perché altri capisaldi del cibo mediterraneo siano annoverati fra gli afrodisiaci: legumi, cipolle, melanzane, castagne.

6) Afrodisiaco per eccellenza è il tartufo, in grado di stimolare eccitazione per via olfattiva.

7) Non poteva mancare il vino fra gli afrodisiaci di area mediterranea, la cui assunzione in modeste quantità ha effetto disinibente e facilitante l’attività sessuale.

8) Il dispendio energetico che il comportamento sessuale provoca può essere reintegrato mediante cibo ipercalorico, in particolare il miele e l’uovo, anche questi assai comuni in area mediterranea.

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Forse, allora, la fama di latin lover trae spunto dalla tavola e dalla buona cucina mediterranea!” scherza Giorgio Piubello, Tesoriere SIA e relatore al Congresso.

Luoghi comuni a parte, gli andrologi spiegano che non esistono evidenze scientifiche a dimostrazione delle influenze positive di alcuni alimenti sull’attività sessuale.

“Il legame cibo-sesso ha il nome di un ormone: il Vip (Vasoactive intestinal polypeptide), sostanza che provoca la vasodilatazione dei corpi cavernosi dei genitali, che sia nel maschio che nella femmina tendono a gonfiarsi di sangue, spiega Piubello.

Fra gli altri “alleati” dell’amore ci sono anche altri ormoni come l’androstendiolo, presente ad esempio nel tartufo, la feniletilamina, che ritroviamo nel formaggio e nel cioccolato, e che viene prodotto dal cervello nella fase dell’innamoramento.

Per una cena “esplosiva” posso suggerire anche la senape che attiva le ghiandole sessuali, lo zafferano che stimola le zone erogene, ed il sedano che fluidifica il sangue, e che gli antichi romani dedicavano a Plutone.