bclose

I traumi del ginocchio nello Sport

Terapia e riabilitazione
trauma-ginocchio

I traumi del ginocchio nello Sport

Fulvio Cassini – Fisioterapista

Domenica pomeriggio sulle piste da sci.

Sono stanco, la mia concentrazione è diminuita e la neve non è più nelle migliori condizioni, ma le ultime le voglio proprio fare…

Pista difficile ed un ostacolo che si presenta all’improvviso. Cerco di evitarlo, ma è troppo tardi: cado in avanti a gambe divaricate…

Quanto descritto accade spesso sulle piste da sci, ma è altrettanto comune in altri sport – calcio, basket e tennis per esempio – ovvero in tutte quelle attività ove sono richiesti repentini cambi di direzione.

In questi frangenti, il meccanismo lesionale più frequente è una torsione del ginocchio verso l’esterno o verso l’interno, con piede fisso al suolo.

Le strutture del ginocchio che risentono maggiormente di questi traumi sono i due legamenti collaterali (interno ed esterno) che garantiscono la stabilità laterale del ginocchio; il crociato anteriore e quello posteriore, che impediscono alla tibia di scivolare in avanti o indietro; i due menischi, i “cuscinetti” posti tra femore e tibia.

Le lesioni più comuni sono a carico del crociato anteriore, del collaterale mediale e del menisco mediale e possono presentarsi singolarmente o insieme.

I sintomi più comuni sono gonfiore, forte dolore localizzato, cedimento improvviso della gamba, scatti articolari e limitazione nei movimenti del ginocchio. L’immediato intervento possibile è l’applicazione del ghiaccio più volte al giorno per non più di 10 minuti alla volta e, ovviamente, recarsi appena possibile dal medico.

trauma-ginocchio

Questo, dopo un’attenta valutazione, potrà prescrivere una radiografia, anche per escludere possibili fratture, ed eventualmente una risonanza magnetica o un’artroscopia, per confermare la diagnosi e valutare la necessità di un intervento.

La terapia specifica varia da caso a caso e dipende dalla tipologia della lesione, dalla struttura interessata e dal tipo di paziente.

Generalizzando, per i legamenti la lesione può essere di I, II o III grado, a seconda che ci sia solo uno stiramento, uno stiramento con parziale rottuta delle fibre oppure una completa rottura.

Nel primo caso, è sufficiente un bendaggio per tre settimane e poi iniziare la fisioterapia per rinforzare la muscolatura e riacquistare il perfetto controllo motorio, indispensabile per diminuire il rischio di nuove distorsioni.

Nelle lesioni di II o III grado, in base all’instabilità del ginocchio, all’età ed all’attività del paziente, il chirurgo deciderà se l’operazione è necessaria, operazione che nel caso del legamento anteriore consiste nella ricostruzione in artroscopia.

I collaterali subiscono lesioni parziali che recuperano bene con un’adeguata immobilizzazione. Altre volte, invece, la lesione è talmente profonda che l’unica soluzione possibile è l’intervento chirurgico, volto a riparare e ritendere il legamento rotto.

Esistono differenti lesioni meniscali e il trattamento è stabilito in rapporto al tipo di lesione. In ogni caso, il chirurgo cercerà di conservare la più ampia porzione possibile del menisco, rimuovendo in artroscopia unicamente quella rotta o suturandola. Solo nei casi più gravi si asporta completamente il menisco (meniscectomia).

Dopo ogni intervento è importante la riabilitazione, per ristabilire completamente la funzionalità del ginocchio. L’intervento riabilitativo e i tempi di recupero variano in funzione del tipo di lesione.

trauma-ginocchio

Nel caso del menisco, se la lesione è riparata con una sutura, si consiglia di utilizzare le stampelle per due settimane associando un lavoro in palestra e in piscina. Utile la mobilizzazione passiva e il rinforzo muscolare dei muscoli della gamba anche con l’elettrostimolazione.

Dopo circa un mese, può essere eseguito un test isocinetico, per valutare la differenza di forza tra i due arti e, se non si riscontrano problemi, è possibile riprendere lentamente l’attività sportiva.

Nel caso sia eseguita una meniscectomia, i tempi di recupero sono molto più veloci e il lavoro è pressochè uguale.

Molto più complesso e lungo è il recupero post-operatorio per il crociato. Nel primo mese sono consigliati il tutore e le stampelle e, fin dai primi giorni, è importante mobilizzare passivamente il ginocchio per riacquistare gradualmente la flesso-estensione.

A questo si associano l’elettrostimolazione, le applicazioni di ghiaccio ed il rinforzo muscolare senza movimento.

Dopo la terza settimana si può iniziare un programma in piscina e l’utilizzo della cyclette.

Trascorsi quaranta giorni, dopo aver recuperato completamente l’escursione articolare, la maggior parte dell’attenzione è posta al potenziamento muscolare anche attraverso esercizi propriocettivi ed isocinetici. Normalmente la ripresa completa dell’attività sportiva avviene dopo sei mesi dall’intervento.